Se è vero che in Gallura si riscoprono geologia e mineralogia in chiave turistica, allora San Teodoro è all’avanguardia poiché riesce a coniugare il turismo classico a quello scientifico grazie ad un cittadino teodorino, Massimiliano Carta, che ha realizzato un Museo naturalistico occupandosi dell’allestimento, la classificazione, l’illuminazione, etc. Quest’amore e la forte passione hanno portato Massimiliano a dedicare il Museo alla sorella, scomparsa prematuramente all’età di 27 anni, ed a costituire l’Associazione Naturalistica Mineralogica Monica Carta.

Noi siamo andati a parlarci e, ovviamente, a visitare il museo che raccoglie una collezione di alcuni dei 2.500 pezzi rinvenuti. Massimiliano ci accoglie con uno straordinario entusiasmo e traspare subito la sua forte passione, iniziata a Serravalle d’Asti quando aveva 7 anni, per i minerali ed i fossili.

Appena entrati ci colpisce subito un meraviglioso luogo da sogno ricco di ogni forma e colore immaginabile frutto di un duro lavoro di scavi, tagli e lucidature che Massimiliano ha potuto effettuare grazie a delle attrezzature che lui stesso ha appositamente costruito.

Durante la visita, ci racconta come dai 16 – 17 anni abbia iniziato a studiare Geologia e Paleontologia, 30 anni circa di ricerche ed approfondimenti che gli hanno permesso di diventare un esperto conoscitore delle 2 materie. Tanto da girare l’Europa ed il Mondo alla ricerca di fossili, previa autorizzazione e concessione dei paesi di riferimento, e a ricercare in Sardegna i minerali più belli tra cui Aragoniti, Smithsoniti, Ematiti, Calciti, Peridoti, Quarzi Ametista e Ialini, Agate e Diaspri, e molto altro ancora.

Insieme a Luca Jaselli nel 2012 pubblica anche un libro “Agate e Calcedoni di Sardegna” monografia composta da una parte teorica ed una ricca galleria fotografica. Questi minerali, varietà del quarzo, è stato possibile ammirarli anche in alcune esposizioni organizzate dal collezionista.

Numerose le collaborazioni scientifiche in particolare col professor Luigi Sanciu, direttore del GeoMuseo Monte Arci “Stefano Incani” di Massullas, e con l’Associazione Naturalistica Giovanni Cesaraccio, grazie ad un consolidato rapporto di amicizia e collaborazione. Insieme ai fratelli Gamboni, in particolar modo con Antonio, la condivisione di anni di ricerche e scoperte fatte insieme. Il suo nome compare, oltre che in altre pubblicazioni, anche nella prestigiosa rivista Tedesca, riferimento per la Mineralogia Europea, Lapis.

Chi fosse interessato a visitare il museo, può prendere un appuntamento contattando Massimiliano al numero + 39 335 1997469

Foto: Video e Foto Design di Gianluca Seazzu