Si sono da poco conclusi i festeggiamenti del Santo Patrono, San Teodoro. Molto sentita, la festa si celebra nel mese di giugno, generalmente la terza domenica, e nel mese di novembre, il 09. Anticamente li fistaioli arrivavano dagli stazzi e dalle cussorge con il carro, a cavallo e a piedi alla festa organizzata dai Suprastanti in collaborazione con il Parroco.

Nel 2017 i Suprastanti del Comitato (leve ’87 e ’77), capitanati dalla Presidente Laura Nadaiu e dal Parroco Don Alessandro Cossu, hanno organizzato una 3 giorni di eventi a giugno ed 1 giornata il 09 novembre. Non solo festa religiosa con i vespri, la Santa Messa e la processione ma anche festa popolare con canti, danze e spettacoli vari.

Il pranzo comune, organizzato il 09 novembre e conosciuto anticamente come bancata (con la preparazione della tipica suppa gaddhuresa), veniva allestito davanti al sagrato della chiesa, usanza in auge ancora oggi con delle variazioni dovute alla massiccia presenza di partecipanti, teodorini e turisti. Il Santo Patrono, infatti, si trova nella chiesetta storica a lui dedicata. Rifatta nel 1952 è stata istituita parrocchia nel 1776.

Ecco un momento della Santa Processione lungo le vie del paese.

Ma chi è questo soldato e martire venerato da sempre?

Le prime testimonianze le abbiamo grazie a San Gregorio di Nissa che, circa vent’anni dopo il martirio, raccontò gli episodi della breve vita del Santo nel panegerico (un’orazione solenne) nella basilica di Euchaite nel Ponto.

La sua data di nascita viene collocata nel IV secolo d.C. in Oriente, ma non si hanno notizie certe sulla sua città natale. Arruolato nell’esercito romano, prestava servizio militare con la sua legione ad Amasea (Anatolia, in Turchia) all’epoca di Galerio Massimiano. Durante il suo impero, con l’imposizione dei divieti per la cacciata dei cristiani, emanò un editto che obbligava i soldati a venerare e a sacrificare agli dei, così da poter individuare tra i soldati quelli di fede cristiana.

Tra questi vi era Teodoro che, per tener fede al Signore, si rifiutò di obbedire, nonostante gli venga dato anche il tempo di ripensarci. Non cambiò invece idea ed incendiò il tempio di Cibele (madre degli dei)  vicino al fiume Iris nel centro di Amasea. Fu allora portato in carcere, ma non morì per gli stenti, fu quindi torturato e bruciato vivo. La sua morte viene fatta risalire fra il 306 e il 311 d.C. probabilmente nel mese di febbraio.

feste patronali San Teodoro

Secondo la leggenda, non morì a causa delle fiamme e la sua anima entrò nella gloria divina. Le sue ossa furono raccolte e conservate a Euchaita nell’attuale Turchia, vicino ad Amasea ed avvolte in un sudario per una degna sepoltura. Il culto, da quel momento in poi, si diffuse da Oriente ad  Occidente e le relique furono trasferite da marinai veneziani a  Brindisi e conservate nella Cattedrale.

Teodoro era l’unico santo con questo nome, ma poi ne apparve un altro non più soldato ma generale. Lo sdoppiamento fece sviluppare diverse leggende. In realtà si tratterebbe dello stesso, commemorato in giorni diversi. Nei martirologi, il generale è ricordato il 7 febbraio mentre il soldato il 9 novembre.

Foto e video: Festa Patronale – 09 novembre 2017